NON SEI PERFETTA, NON SEI INDISPENSABILE, MA SEI UNICA.

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Per introdurre un evento qualche anno fa, era la presentazione di un libro, dissi una frase: “oggi, siamo tutti un po’ scrittori”.

Era contestualizzata, mi sembrava chiara, intendevo che sommersi nella marea di contenuti che vediamo quotidianamente e che contribuiamo a creare, dobbiamo sapere che quello che scriviamo ha un impatto sulle persone. Possiamo offendere scrivendo, quindi dobbiamo - dovremmo - conoscere delle regole minime per usare gli strumenti digitali. 

Da una newsletter dove manifestiamo un’opinione a un commento non richiesto sotto un post Instagram, la parola chiave è: consapevolezza. Perché possiamo fare danni. Offendere.

Uno degli speaker, noto scrittore (appunto) e copywriter, si presentò aprendo così: “non ti permetto di dirlo, scusami ma non è vero che siamo tutti scrittori, io lo sono, tu no”.

Io non lo so se un agente A.I. potrà definirsi “scrittore”, ma l’ultima data di PIRATES - il format prodotto da Divergens dedicato all’innovazione e al digitale - ha sicuramente dato delle risposte.

Cosa accade quando le storie di talenti italiani passano attraverso una redazione di giornalisti generati dall’Intelligenza Artificiale?

Qualche settimana fa ricevo una telefonata da Roberto Bonzio. Le telefonate di Roberto in genere anticipano grandi eventi, infatti mi raccontò di un esperimento molto interessante al quale aveva partecipato.

Giornalista curioso”, ha abbandonato la scrivania per inseguire una missione diversa: da oltre quindici anni attraversa territori fisici e umani raccogliendo e intrecciando storie di connazionali che hanno scelto percorsi non convenzionali. Dalla Silicon Valley ai quartieri dimenticati, dai laboratori di ricerca ai piccoli teatri, ha costruito un atlante vivente fatto di persone che hanno trasformato ogni confine in una soglia verso l’inatteso, definendo un’identità italiana da riscoprire e valorizzare, nella capacità di interpretare la complessità con una visione d’insieme e una combinazione unica di competenze.

Roberto è un vecchio amico di PIRATES, e con vecchio amico intendo che il 28 marzo del 2019 è stato il primo speaker di questo format con un inedito - Navigare da Pirates nell’oceano dei Big Data - che ha anticipato una data di un suo spettacolo imperdibile: “Dobbiamo tutto agli Hippie - Alle radici della New Economy”. Sempre quel giorno di marzo mi ha regalato una t-shirt, acquistata all’interno di un negozio di articoli per pirati di San Francisco, una frase stampata: “Cannons don’t sink ships, Pirates with cannons sink ships”. Perfetta.

La tecnologia è importante, ma dietro devono esserci le persone. Nel 2019 l’intelligenza artificiale esisteva, non era però diffusa come oggi, né era una tecnologia abilitante per un’azienda o una professione. È ancora così? O stiamo andando verso dei cannoni che le barche le affonderanno in autonomia? A me piace la tecnologia perché rivoluziona, le rivoluzioni generano caos ed il caos è equo. 

Non lo dico io, lo ha detto il Joker (qui), e anche Marracash in una sua canzone (POCO DI BUONO - Il fegato) fa un passaggio interessante:

          Ho fatto grana e fama in tutta Italia, ma ehi

          Se davvero si tornasse tutti a zero godrei

L'innovazione mi piace perché è un refresh sociale. Arriva qualcosa che genera nuovi modi di lavorare, fino a generare nuove professioni, e permette di ripartire da zero. Cancella le rendite di posizione, genera opportunità, permette agli underdog di diventare i nuovi leader di mercato e obbliga i leader di mercato a rimanere umili, attenti a quello che gli succede intorno. Obbliga ad avere la cosiddetta “mentalità startup”.

Per questo quando Roberto Bonzio mi ha proposto di fare una data di PIRATES dedicata all’esperimento WINGS dell’agenzia Sharazad, la mia risposta non è stata sì o no, ma quando.

WINGS unisce la solidità della carta stampata e del giornalismo creativo alla sperimentazione dell’Intelligenza Artificiale per trasformare il modo stesso di raccontare, in questo caso il progetto “Italiani di Frontiera” di Roberto, con un numero a lui dedicato. La chiave del progetto è l’esplorazione. Il motore delle interviste, alla base della redazione di agenti A.I. di WINGS, permette di sviluppare indagini in diversi campi, a partire da quelli economici. Il risultato, splendidi articoli che portano in sé tutta la creatività degli esseri umani e tutta l’efficienza permessa dall’Intelligenza Artificiale.

 

L’evento.

Ma torniamo all’evento. La location ormai la conosci - PLB World a Milano - quindi abbiamo messo in pista un panel pazzesco. 

Insieme a Roberto Bonzio, Arianna Timeto e Angela Palumbo abbiamo avuto il privilegio di avere:

 

          ⚡️ Chiara Bacilieri, esperta di lavoro e innovazione

          ⚡️ David Bevilacqua, former CEO di Ammagamma e oggi Senior Advisor di Accenture

          ⚡️ Germano Lanzoni, attore e autore milanese, volto de “Il Milanese Imbruttito”, speaker dell’A.C. Milan e co-fondatore di HBE - Humor Business Experience

Non abbiamo dialogato solo tra di noi, ha partecipato anche Catherine Marshall - un’agente A.I. - parte de La Redazione Infinita di WINGS. 

All’interno del nostro podcast: PIRATES - From Zero to Kickass Startup disponibile su Spotify, YouTube e Twitch trovi le interviste ai protagonisti della serata, ti sintetizzo alcuni spunti molto interessanti che, spero, possano essere incentivo per approfondire i contributi completi.

 

Roberto Bonzio. 

Essere curiosi, aperti a cose che non riguardano direttamente il nostro ambito, quello di cui ci occupiamo. Come l’oceano per chi fa surf, oggi la conoscenza ci arriva addosso come una massa non controllabile. Prendiamola di traverso, sviluppiamo il pensiero laterale, cogliendo i significati che i ragionamenti lineari non ti permetteranno di raggiungere. Siamo sommersi da narrazioni negative, concentriamoci ad ascoltare storie non per forza “belle”, ma reali, vere. Cercate l’aspetto umano in tutte le storie di quotidianità. Se inneschi empatia, le persone sapranno raccontarsi. Libera il talento, il potenziale è tra le persone intorno a noi. Abbiamo sempre molto da imparare, l’esperimento di WINGS ha dimostrato che la tecnologia, se impiegata bene con consapevolezza, ha tanto da darci. 

 

David Bevilacqua. 

Un nuovo super eroe? Io vorrei un super legislatore, che possa creare regole a supporto della collettività e del bene comune, con una capacità di leggere l’innovazione prima che accada, eliminando l’opportunismo. Si tende a dire che la tecnologia sia neutra. Molte tecnologie possono essere neutre, ma non tutte. Dipende da un lato dall’uso che ne facciamo, ma dall’altro servirà garantire un governo della tecnologia. La perdita di lavoro è esponenziale, i nuovi lavori crescono in modo lineare. Questo crea un gap, un impatto a livello sociale. Non si può parlare sempre di riconversione. Un conto è passare da contadino a operaio, ma oggi un uomo di sessant’anni che ha passato trent’anni di vita davanti a uno sportello non può diventare un hacker. Alcune competenze non potranno appartenere a una fetta di popolazione che sarà tagliata fuori dall’innovazione tecnologica. Per liberare il talento, dovremmo distribuire tempo. Non avremo più persone che lavoreranno meno, ma meno persone che lavoreranno di più. La formazione è importante, soprattutto over-30, i più giovani la tecnologia la conoscono. Importante la formazione tecnologica, altrettanto importante l’educazione tecnologica.

 

Chiara Bacilieri.

Eravamo convinti che l’intelligenza artificiale ci avrebbe sostituiti nelle attività più monotone, oggi ci siamo resi conto che fa anche attività che “sembrano” creative. Oggi il pensiero creativo è al centro delle competenze più importanti, perché appunto l’A.I. “sembra” creativo. Lei si basa sui dati, sull’esistente, l’essere umano sul divergente, sul rompere uno schema, non sul perpetuarlo. Per farlo, le persone devono però sentirsi abilitate nel farlo, in ambienti di lavoro che lasciano spazio all’errore e alla crescita. Cercate ambienti di lavoro psicologicamente sicuri, partendo dal management. Cercate spazi che vi fanno sentire all’altezza, dove fiorire.

 

Germano Lanzoni.

Il nostro bagaglio di esperienze, che ci rende potenziali agenti dell’umorismo, ci rende unici e inimitabili. Lo strumento “ironia” è personale, l’intelligenza artificiale ha un bagaglio di informazioni incredibili, ma non ha le tue. Citando il Dogui: “non sono perfetto ma sono milanese, che è quasi la stessa cosa”. Quando uno strumento intelligente incontra un cogli1 diventa un’arma ignorante. Flip si è dato da fare con battute e urla, ma per sapere chi è Flip dovrai ascoltare la puntata.

 

Il mio take-away.

L’A.I. non ruberà il tuo lavoro. Il tuo lavoro cambierà, si evolverà, potrà diventare più importante o scomparire, il tema non è l’A.I. ma la tecnologia in generale. L’innovazione esiste da sempre, da sempre rivoluziona.

Come tutti i grandi cambiamenti, puoi guardarli come opportunità oppure no, il problema è che con la seconda risposta sei destinato a subirli. Molto sconsigliabile.

L’A.I. non ruberà il tuo lavoro, perché il tuo lavoro sei tu.

La tua capacità di farlo di modo unico, di metterci dentro quell’insieme di competenze, esperienze, idee solo tue. Il tuo lavoro sono i tuoi successi e i tuoi fallimenti, i tuoi trofei e le tue cicatrici.

Il saper pensare in doccia ad un’idea e appuntarla subito dopo in una nota sullo smartphone. Il tuo metterla a terra, e decidere di cambiarla o di non cambiarla.

Non sei una persona perfetta, puoi fregartene, la perfezione annoia. I tuoi punti deboli ti rendono una persona umana, interessante, saperli riconoscere e identificare ti permetterà di capire cosa fare e cosa non fare.

Non sei indispensabile, soprattutto non sperare di lavorare per un’organizzazione con persone indispensabili. Il talento è diffuso, è ovunque, ci sono altre persone che potranno fare il tuo lavoro altrettanto bene, ma, non potranno mai farlo come te. Questo fa tutta la differenza del mondo. Quindi tu fai tutta la differenza del mondo. 

Non sei una persona perfetta, non sei indispensabile, ma sei unica.

È unico il tuo modo di essere di supporto a un collega, come consoli la tua vicina di scrivania dopo una giornata no, come puoi mettere coraggio, empatia, come puoi dire: “no” senza scrivere un prompt che ti chieda di farlo. È unica la tua capacità di ribellarti a una regola ingiusta, di proporre una soluzione ad un problema, di offrire una pizza per fare squadra o una pausa a patto che: “non si parli di lavoro”. 

È unico il tuo modo di reagire quando ti parlano sopra durante un meeting, come litighi, come fai pace. Potrai cantare in ufficio, ma anche chiedere di mettere gli auricolari a un collega per non essere disturbato. 

I prompt che diamo possono migliorare, l’A.I. diventerà sempre più pervasiva, è inevitabile. Il futuro è inevitabile. 

Ma il tuo lavoro è indelebile, perché lascia a chi è al tuo fianco qualcosa che l’A.I. non potrà mai replicare. Un ricordo. Un’emozione. L’atto creativo nasce da dentro, non da un comando.

Prova a dire ad alta voce questa frase: “non sei perfetta, non sei indispensabile, ma sei unica”. 

ChatGPT mi ha risposto in questo modo:

          Bellissima frase — ha una forza autentica e umana.

          Vuoi che la analizzi o la rielabori (ad esempio per usarla come claim, caption o headline)?

La persona alla tua scrivania magari non risponderà, magari ti guarderà in modo strano. Dopo, scommetto che sorriderà.

Egidio Alagia
Egidio Alagia

Founder & Managing Director, Divergens

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