SE IL BILANCIO DI FINE ANNO È UN GROPPO IN GOLA.

Editoriale
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Sono convinta che i contenuti digitali che parlano, ad esempio, di nuove ripartenze a settembre e di Black Friday a novembre, non ci abbiano ancora del tutto stufati perché ogni volta abbiamo 12 mesi di tempo per dimenticarcene, prima dell’arrivo dei successivi contenuti sullo stesso tema. 

Forse è per questo, ripensandoci, che sbuffiamo davanti agli addobbi natalizi il 1 novembre e alle e-mail sugli sconti già il 10 di ottobre: perché non abbiamo mai il tempo di digerire il cambio delle stagioni, perché ci sentiamo trascinati da un momento di festa all’altro, come in un flusso di distrazione continua

Poi arriva dicembre, e con esso le e-mail e i post sui bilanci di fine anno. Il bilancio è una cosa che facciamo tutti, volenti o nolenti, ma per chi ha un’azienda o un’attività qualsiasi, la faccenda si fa più seria. Palestra, relazioni personali, successi e insuccessi: va tutto in secondo piano quando a dicembre bisogna - come si dice - tirare una riga e decidere se da gennaio saremo ancora in grado di pagare gli stipendi (vale anche se l’unico stipendio in ballo, da partita IVA forfettaria, è solo il nostro) oppure se è il caso di applicare un piano B. 

A tutti gli imprenditori piacciono i + davanti alle percentuali e sono in pochi ad accettare, invece, il segno - sulle voci di bilancio, soprattutto se durante l’anno sono stati fatti degli investimenti. La smetto di annoiarvi e arrivo al punto: lo sapevamo, ce lo dicono dagli anni Settanta almeno, che la crescita non può essere infinita. Perché, allora, ogni piccolo fallimento ci fa così male?

Parlo di soldi, ma anche di insuccessi pesanti che possono minare la sicurezza in noi stessi (quindi: non l’abbonamento in palestra mai utilizzato in sei mesi, una palestra scambiata praticamente per una Onlus a cui donare denaro) e costringerci a ricostruire grosse fette della nostra vita, e pure molto in fretta. 

Sono (siamo) qui per dirvi che il groppo alla gola davanti al bilancio di fine anno è l’unica cosa che vi possa rendere umani in questi ultimi scampoli di 2025. Che il fallimento che ci sentiamo di tenere nascosto, perché ce ne vergogniamo, può essere condiviso e diventare catartico per tutti i groppi alla gola che non riusciamo a vedere perché li abbiamo addobbati con le luci di Natale già il 30 novembre (la mia maledizione si abbatterà su voi che fate l’albero prima dell’8 di dicembre e su tutti i vostri primogeniti). 

A gennaio 2026 noi portiamo i nostri groppi in gola al Birrificio di Legnano per FUCKUP NIGHTS VOL.7. Con noi ci saranno dei super ospiti, basta aspettare ancora un po’ per sapere di chi parliamo.

Nell’attesa, comportatevi bene alle cene di Natale aziendali.

Buone feste

Camilla Garavaglia

Creative Director Divergens

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