INVECE DI CAMBIARE LAVORO, CAMBIA IL MODO IN CUI LAVORI.

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Invece di cambiare lavoro, cambia il modo in cui lavori

 

L’altro giorno ho rivisto un’amica. Ci conosciamo dagli anni ’80, quand’eravamo bambini e andavamo a rubare gli Exogini in edicola (che poi dopo qualche giorno ci han pinzato, e la nostra carriera ladresca finì lì).
Ci vediamo poco, tipo ogni 6 mesi, ma ogni volta il discorso riprende magicamente dalla frase precedente.

“Quindi ti hanno presa in agenzia?”
“Certo! Ti pare che esista una persona più adatta sul pianeta?”
“L’hai detto tipo di 10 lavori diversi…”
“Adatta ed eclettica"

Deliziosamente strafottente, la mia amica. Ma che sia sempre stata super in gamba è vero. Già con gli Exogini si vedeva l’abilità nel formulare piani ingegnosi: se tutto finì subito fu ovviamente per colpa mia che mi beccarono come un babbeo.


“Da quanto tempo ci lavori?”
“4 mesi”
“E scommetto che la motivazione s'è già dimezzata, hai l’ansia che non sia il lavoro della vita, e ti stai già riguardando intorno”
“Uff… che palle parlare con chi ti conosce da sempre, sa già tutto…”
“Sei proprio l’emblema del paradosso della scelta. Tu non devi cambiare lavoro, dovresti cambiare il modo in cui lavori.”
“Eddai coi tuoi pipponi su cosa fare Da grande, con me non attacca, lo sai!”
“Perché siamo amici da troppo tempo, e la leader ribelle non ci sta a farsi consigliare dall'inetto pusillanime di gioventù. Ma mi gioco una cena nel nostro pub preferito che se leggi cos'ho scritto per la prossima puntata della newsletter…”
“Gesùùù pure la newsletter adesso? Ma c’è qualche sventurato che ti legge?”
“Dicevo, leggi ‘sta roba, te la giro via WhatsApp. Scommettiamo una cena che ti torna utile?”
“Deal” 
“Deal”

Intanto, i tempi

Ricordate le costellazioni di scelte, nel primo episodio? Se diventano troppe, finiamo nella bulimia di scelta. Se cambiamo troppo in fretta non lasciamo il tempo a una decisione di germogliare. Le settimane non bastano quasi mai, e i mesi dovrebbero essere parecchi, a volte coprire un anno.

Diamoci il tempo di impegnarci sul serio dentro un ambiente. Di trovare dei Partner in Crime, esplorare le opzioni in campo, le abilità da sviluppare.

Ho conosciuto molte persone così preoccupate dalla famigerata scelta sbagliata, che sfruttano la prima difficoltà come una scusa e grimaldello per saltare da un’altra parte (vale sia per il lavoro che l'ambito di studi). 

L’ansia della scelta sbagliata lancia i primi vagiti già qualche settimana, e dopo qualche mese si passa il tempo a sistemare diverse versioni del CV con l’aiuto dell’AI. Un approccio in stile dating app: sempre disponibili a cambiare al primo dubbio, perché “la vita è troppo breve per non fare un lavoro che ami”. Ottima frase per un bacio Perugina, ma la vita è un po' più complessa.

Esistono altri approcci. Professionisti e manager mi hanno raccontato di essersi trovati in un ambiente che vedeva inadatto, se non ostile, al che la maggior parte si fosse poi stupita di come quel nuovo lavoro, magari una nuova città, nuovi rapporti, nel tempo si fossero rivelati diversi dalle aspettative e li avessero arricchiti. 
Nelle grandi aziende, dove si può spaziare sia in carriere verticali (rimango nella mia area salendo di ruolo) che orizzontali (cambio area) è più fattibile: ci sono più ruoli da ricoprire, più cambi, più gente che se ne va e viene, c’è fisiologicamente più movimento. 


“Ormai è un pattern di vita” mi ha raccontato una manager che fa da mentore a dei ragazzi in una grande azienda.“Da ragazza pensavo di fare l’avvocato, e sono finita in una realtà finanziaria a fare marketing. Pensavo fosse un momento di sbandamento, poi ho capito che mi piaceva un sacco.” Dopo tanti anni, mi hanno proposto di cambiare e diventare manager di un’area di vendita. Mi sono detta... io? Alla fine ho provato, e messa alle strette, ho scoperto abilità e lati di me che ancora non conoscevo”.

Vedo 2 elementi spesso ricorrenti nelle storie di tante persone in questi anni.

  • Che più spesso del previsto, se non abbandoni subito un lavoro che non sembra sulla carta adatto a te, poi trovi il modo di capirlo e apprezzarlo di più. E questo accade, di solito, se accade anche un’altra cosa. 
  • Se capisci e sfrutti al massimo la tua sfera di influenza, puoi cambiare alcuni aspetti chiave del tuo lavoro.

Per farlo, il diario del flow può venirci in aiuto.

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