Nelle ultime ore - invece che scrivere questo editoriale - ho finalmente smontato l’albero di Natale.
Riporre addobbi e fili di lucine nei contenitori IKEA è un’attività che andrebbe fatta intorno al 7 di gennaio, soprattutto da parte di chi (parlo di me) ogni anno fa del terrorismo psicologico agli amici e ai parenti che osano allestire l’albero già il 30 di novembre, invece che aspettare il ponte del 7 dicembre come tradizione lombarda imporrebbe.
La ragione per cui ho lasciato qualche giorno in più le pallette luccicanti in balìa dei gatti era già contenuta nell’editoriale di dicembre: l’ho fatto per prolungare, anche se in maniera illusoria, un momento dell’anno che altrimenti finirebbe subito al macero insieme ai panettoni invenduti e che finirebbe, poi, sommerso dai coriandoli di carnevale già presenti sugli scaffali dei supermercati e dalle notifiche tipo “spero che questa mia e-mail ti trovi bene”.
“Mi trova in coma glicemico, la tua e-mail”.
La verità è che, come tutto il resto, anche le feste natalizie sono una questione relativa. Per qualcuno iniziano psicologicamente il 30 di novembre mentre per qualcun altro, che magari a Natale lavora al ristorante o alla guida di un treno o in un reparto di ospedale, le feste vere non arrivano mai. O arrivano a gennaio, quando tutti si sono finalmente levati dalle pallette luccicanti.
È Natale quando lo decidi tu, o meglio: quando ci sei tu, inizia il Natale.
Succede la stessa cosa con UGE - USER GENERATED EVENT (ho appena vinto il premio “prenderla larghissima per introdurre un argomento”), il nuovo format DIVERGENS di cui puoi già scoprire tutto qui.
Non dico altro, ma insomma: è già gennaio e noi partiamo a bomba non solo con un nuovo evento, ma con un evento nuovo (se hai pensato al pennello Cinghiale, ho una brutta notizia per te: sei anziano, proprio come me).
La tua e-mail non potrebbe trovarci meglio di così.
Buon inizio,
Camilla Garavaglia
Creative Director Divergens
NON TI SERVE UN NUOVO EVENTO, MA UN EVENTO NUOVO.
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