Cosa hanno in comune comunicazione corporate, Olimpiadi e chitarre elettriche? Il palco di Divergens.
Se ti suona strano, probabilmente non hai partecipato al nostro evento Cambiare lavoro o cambiare approccio? Riflessioni e discussioni su ambizione personale, i.a. e benessere mentale lo scorso 8 novembre.
Di cosa stiamo parlando? Di un talk-show con un panel d’eccezione tra atleti, manager e rocker, tutti accomunati dalla visione di un futuro dove empatia e consapevolezza diventano i principali driver delle nostre vite, professionali e personali.
Vuoi saperne di più? Siamo qui per questo (ma per le prossime date ti aspettiamo di persona).
Valentina Giagnoni: il management come architetto della cultura aziendale
Valentina Giagnoni è Head of Global Content and Group Internal Communications in Unicredit Group. Per lei, il management riveste un ruolo centrale nella creazione di una cultura aziendale solida, tanto più per attirare nuovi talenti, nella convinzione che le imprese moderne debbano comunicare apertamente la loro etica e i loro valori per assicurarsi i professionisti migliori sul mercato del Lavoro. Nel suo intervento, Valentina ha sottolineato l'importanza del benchmark, invitando le aziende a creare una cultura autentica e distintiva, in particolare per affrontare la sfida di rendere attrattive realtà che, sulla carta, potrebbero non essere sempre la prima scelta dei candidati.
Questo concetto vale sia per le grandi corporate che per le PMI. Tuttavia, riconoscendo le differenze di strumenti e consapevolezza tra le due, è fondamentale per le PMI la pratica di emulare esempi virtuosi, creare reti di conoscenza e investire nella formazione.
Nel suo intervento, Valentina ha affrontato anche la tematica della sinergia tra vita personale e lavoro (il sempre più delicato work-life balance), la cui rilevanza è stata amplificata dalla pandemia e dagli strumenti digitali. Adattarsi ai nuovi bisogni dei dipendenti, abbracciando la flessibilità aziendale e di performance per evitare i costi derivanti dalla sostituzione di personale, è ormai una necessità primaria di ogni società, alla luce dei dati sconfortanti relativi a dimissioni e turnover degli ultimi anni. E, a questo proposito, è interessante rilevare la nascita di community di interesse che coniugano sfera professionale e passioni individuali, attivando iniziative di people engagement, wellness e company pride che rispondono proprio alle attuali esigenze di Employer Branding.
Valentina Marchei: per eccellere è indispensabile adattarsi
Valentina Marchei, ex pattinatrice olimpica, oggi si occupa di comunicazione empatica con la Fondazione Milano Cortina 2026, dove è Head of Ambassador Programme.
Dal ghiaccio al palcoscenico professionale, ha trasferito competenze soft e trasversali, affrontando la sfida della transizione post-atletica. La sua esperienza nel pattinaggio di coppia le ha insegnato a non controllare tutto, ma a lasciarsi guidare dalla scoperta e ricercare l’adrenalina nella leadership e nella comunicazione. Dopo le Olimpiadi, il ritiro inaspettato del partner di gara l’ha portata ad abbandonare le competizioni sportive per esplorare nuovi percorsi, tra università, esperienze televisive e comitato organizzatore delle prossime Olimpiadi invernali.
Secondo Valentina. per gli atleti l'adattamento è la risorsa chiave che permette loro di eccellere nello sport e nel lavoro, e l'intelligenza artificiale non potrà mai replicare la passione e l'essenza dello sport. Ha concluso sottolineando che l'addio alle competizioni non è la fine, ma l'inizio di un nuovo e promettente capitolo.
Nicolò Andreula e Giulio Xhaet: superare le paure attraverso la musica
La serata ha raggiunto l'apice con l'intervento dinamico di Nicolò Andreula e Giulio Xhaet. Stanchi dei soliti discorsi ispirazionali, ci hanno emozionati portando uno speech basato su un loro format originale, ideato durante un road trip in cui si sono chiesti come coinvolgere maggiormente il pubblico e avere un confronto più genuino.
La risposta? Abbinare canzoni a paure comuni che tutti abbiamo provato almeno una volta nella vita. Attraverso brani come Big Me dei Foo Fighters e Boys Don't Cry dei Cure, hanno esplorato insieme a noi tematiche come la sindrome dell'impostore, la mascolinità tossica e la paura di svelare emozioni, incoraggiandoci a superare queste condizioni attraverso l'impegno e il riconoscimento delle proprie vulnerabilità.
Quando abbiamo iniziato a sviluppare il concept della serata con i nostri ospiti, l’idea era creare un evento Divergens completamente inedito e in grado di trasformare riflessioni in azioni, piantando i semi di una cultura aziendale autentica, flessibile e orientata al benessere. E la sensazione (condivisa, non solo nostra) è che ci siamo riusciti.
Lasciando il pubblico con un'ispirazione duratura, il messaggio che abbiamo voluto lanciare è chiaro: il cambiamento è possibile, e noi vogliamo farne parte. Vuoi essere dei nostri anche tu?
BENESSERE MENTALE: OLTRE IL LAVORO C’È DI PIÙ.
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