INNOVARE È UN GIOCO, SE SAI CAMBIARE LE REGOLE.

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A dispetto di quanto possano suggerire la paralisi e l'omologazione culturale che ormai da anni affliggono qualunque settore creativo e produttivo (non solo in Italia, ma in Italia in modo particolare), le aziende che hanno il coraggio di innovare e di fare della diversità – della divergenza – il loro punto di forza fortunatamente esistono ancora. E proprio a loro è dedicato P.U.B. | Pints Under Books, il nostro format che ha l'obiettivo di raccontare storie di successo al di là della retorica nerd delle start-up nei garage che tanto piace ai media ma che, all'alba dell'A.D. 2024, fa decisamente un po' 90s.

Al contrario, vogliamo dare voce alle idee, alle intuizioni e alle contaminazioni in grado di generare un cambiamento autentico nelle vite di ciascuno di noi, e che ci insegnano a (continuare a) credere che «un mondo migliore è possibile».

In quest'ottica, anche l'appuntamento dello scorso 29 novembre si rivela un mix di generazioni e ruoli lavorativi che dà vita a una sinergia di prospettive uniche. Oltre a Boardwalk, società di consulenza indipendente che supporta la crescita delle PMI, ad accompagnarci nella serata è l’associazione ReAct, nata per sviluppare opportunità di confronto e discussione sul territorio e composta da membri di esperienza e professionalità del tutto eterogenee tra loro.

L'evento si apre con Elisabetta Cozzi, imprenditrice e fondatrice del Museo Fratelli Cozzi. Un'autentica visionaria che ha abbracciato la divergenza culturale come chiave per sfidare le convenzioni nel mondo automobilistico e non solo. Dal 2018 ha dimostrato, ribaltando il modo di dire, che con la cultura si mangia, e addirittura ci si nutre. Il suo è un museo gestito interamente da donne, un'innovazione che ribalta gli stereotipi del settore in cui si sviluppa, eppure – forse proprio per questo – è un modello di successo. Il recente riconoscimento attribuito al museo come "Best in Classic" sottolinea il valore della divergenza anche grazie alla seconda edizione della mostra fotografica “Donne e motori, gioie e basta” inaugurata (non a caso) nel mese di novembre, per passare dallo stato di consapevolezza allo stato di protesta perché «Vorrei che le donne sulle automobili siano la personificazione dell’eleganza e del rispetto anche per creare una nuova modalità per rappresentare le donne lavoratrici di diversi ambiti».

Nelle serate P.U.B. targate Divergens il motto è "Fermarsi per riflettere", e Nicola Budelli centra perfettamente il punto spiegando, in parole semplici, ciò di cui si occupa da anni nella sua azienda BAMA Technologies – trattamenti chimici ed elettrochimici – erede di una tradizione familiare ma, non per questo, vittima del consueto retaggio secondo cui "Si deve fare come si è sempre fatto".

Il suo intervento ci guida attraverso un percorso divergente a 360 gradi: la sua azienda, dopo aver iniziato a produrre direttamente in casa, in collaborazione con il Politecnico di Milano e di San Pietroburgo, i formulati chimici che prima acquistavano ha allargato il suo mercato vendendoli sempre più all'estero. Spirito imprenditoriale italiano ma anche esploratore di ampie vedute, Nicola illustra come cambiare significhi migliorare continuamente. Il passaggio di responsabilità dal padre e l'equilibrio tra continuità e innovazione rappresentano il cuore della sua storia.

Il duo di ingegneri Marco SaponaroLuca Borsa, invece, porta sul palco il concetto di divergenza in un contesto ludico e aziendale. La loro unione, che come ci raccontano, è avvenuta per caso e ha dato vita a giochi da tavolo che, sorprendentemente, sono diventati strumenti per affrontare tematiche aziendali. L’obiettivo è diventato quello di portare il gioco in quei luoghi dove fino ad ora era completamente assente: le imprese. Per questo motivo hanno scritto un libro, Aziende in gioco. Progettare workshop con i giochi da tavolo, spiegando il cambio di paradigma per dimostrare come l'innovazione può nascere giocando. La loro sfida? Essere riconosciuti come credibili nel contaminare esperienza ludica e realtà aziendale, dove si manifesta e si sprigiona la loro magia.

Il filo rosso che lega queste storie è quindi rappresentato dalle riflessioni che la serata ci porta a compiere perché solo attraverso questa presa di coscienza possiamo (sperare di) cambiare e crescere a nostra volta. I nostri ospiti dimostrano che la divergenza, anche e soprattutto culturale, è il vero terreno fertile per l'innovazione: non importa con quante e quali criticità ci si debba scontrare, il fatto che sia l'unica strada per il successo è già di per sé la migliore ispirazione collettiva.

Valentina Gorlero
Valentina Gorlero

Contributor, Divergens

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