Elia Bonacina, quarta generazione nell'azienda di famiglia, ha portato una ventata di cambiamento in Bonacina1889, un'azienda storica nel design italiano. Il suo ingresso nell'azienda è stato rivoluzionario, sfidando le convenzioni e proponendo una visione audace per il futuro.
"Quando sono entrato, ho detto che se volevano vedermi lavorare in azienda avrei dovuto diventare da subito l’amministratore delegato con le quote di maggioranza oppure non sarei entrato", afferma Elia, sottolineando la sua determinazione spiegandoci infatti che, essendo nato e cresciuto in brianza, ovvero l’area più densamente industrializzata del mondo, ha avuto tanti amici che erano nella mia stessa situazioni e si sono trovati in grosse difficoltà quando hanno dovuto iniziare a gestire l’impresa di famiglia dove il cambio generazionale non era avvenuto in modo radicale.
La transizione generazionale è stata complessa, con resistenze da parte dei membri più anziani della famiglia. Tuttavia, la sua determinazione ha alla fine conquistato il rispetto di tutti. Una delle prime sfide di Elia è stata convincere gli artigiani anziani ad insegnarle ai più giovani le tecniche che avevano utilizzato per anni, creando così una squadra giovane e dinamica per infondere nuova energia all'azienda.
Studiando attentamente il settore del design italiano analizzando i bilanci delle aziende principali del settore, Elia ha identificato un problema chiave: le aziende guadagnano poco nonostante producano prodotti di alta qualità arrivando quindi a chiedersi "Cos'è che non funziona nel settore del design italiano? Com'è possibile che con prodotti bellissimi di altissima qualità venduti in tutto il mondo il guadagno è così basso?" probabilmente il problema risiede nella poca importanza che viene data al marketing e alla comunicazione, rimanendo bloccati nella mentalità del produttore che non dà importanza ai processi volti a valorizzare in senso economico il valore reale del prodotto.
La sua risposta è stata rivoluzionaria: portare in casa la distribuzione per valorizzare al massimo la storia e i prodotti dell'azienda. Ha creato quindi una squadra di sales manager interni per concentrarsi sui mercati più redditizi, come gli studi di architettura, arrivando poi l’anno scorso a fatturare un 30% di margine utile perché “l’architetto alla fine è il vero interlocutore del mondo del design perchè è coluche che sa valorizzare il prodotto perchè ne ha la cultura per comprenderlo”. Seguendo questi passaggi Elia dal suo ingresso in azienda ha costruito la catena del valore fino ad arrivare prima, a creare il museo dell’impresa dove sono esposti i prodotti d’archivio con più di 1600 referenze di designer e poi, internalizzando anche la parte di gestione delle foreste indonesiane da cui proviene la materia prima.
Dopo un viaggio nella Silicon Valley, Elia ha ampliato la visione dell'azienda, creando un ambiente di lavoro familiare e piacevole: introducendo un ristorante gratuito per i dipendenti e una zona relax. Elia non ci nasconde che all’inizio di queste rivoluzioni temeva di aver sbagliato perchè vedeva i grandi costi che comportano ma poi piano piano si è reso conto che davvero la produttività è aumentata di molto proprio come dicevano le ricerche che aveva studiato.
La storia di Elia è sicuramente l’esempio lampante di chi prova ad uscire dagli schemi e dal “si è sempre fatto così” o del “fanno tutti così” per innovare senza mai smettere di aggiornarsi e formarsi, rivalutando continuamente i modelli per metterli in discussione.
ELIA BONACINA: UNA VISIONE AUDACE PER IL DESIGN ITALIANO.
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