Lo scorso 10 gennaio abbiamo dato il via al quarto appuntamento di “WAKE UP, IMPACT, REPEAT”, il format nato con l'intento di diffondere la nostra visione di impatto e sostenibilità. Ci siamo interrogati sul significato della parola "sostenibilità", considerandola una delle espressioni più utilizzate in questi mesi e anni. Ci affascina interpretare la sostenibilità attraverso la lente della consapevolezza, andando oltre il concetto di cambiamento climatico.
Il nostro obiettivo è coinvolgere persone di diversa provenienza che diffondono consapevolezza grazie alle loro azioni quotidiane. Raccontiamo le storie di chi contribuisce a cambiare positivamente la società nel suo complesso e influenzare la comunità in modo significativo. Vogliamo valorizzare coloro che generano impatto in diversi ambiti, riconoscendo che la sostenibilità va oltre l'aspetto ambientale e abbraccia un approccio consapevole che riguarda il lavoro, la società e le relazioni quotidiane.
Con il nostro format, superiamo le barriere di genere e di appartenenza, dando voce a talenti che incarnano i valori di impatto e sostenibilità, indipendentemente dal loro background. Cerchiamo storie ispiratrici di individui che, con le loro azioni quotidiane, contribuiscono a plasmare un futuro migliore.
Partiamo con il racconto degli speaker della quarta data.
Il primo a salire sul nostro palco è Gianfranco Leone. Lui è il fondatore di Webium 3, una start-up che si sta facendo notare nel mondo del serious gaming virtuale. Fondata nel 2023 insieme a Mauro Schiavella, professore e psicoterapeuta, la startup si concentra nella creazione di percorsi di formazione e recruiting che includono sfide coinvolgenti in Serious Game all'interno di ambienti virtuali con certificazioni e ricompense in blockchain (proprio così, tutto è certificato, non si tratta di una cosa da sottovalutare!).
Ma cosa rende questa startup innovativa? La missione di Gianfranco e del suo socio è stata creare un’azienda serious gaming in ambienti virtuali che tengano conto delle neurodiversità: in particolare il loro focus è sull’ADHD, il disturbo da deficit dell'attenzione e iperattività. Grazie agli studi in ambito psicologico e all’analisi predittiva basata sulle scienze comportamentali, nessuno viene escluso dal gioco, anzi l’obiettivo è far sentire tutti parte dell'esperienza in egual modo. Chapeau, Gianfranco!
Passiamo poi a Valentino Magliaro, il responsabile di Canva per l'Italia.
Valentino esordisce chiedendo se qualcuno abbia mai sentito nominare Canva. Ovviamente il pubblico all’unanimità alza la mano. Ci risponde che questo accade perché “Canva è un mondo senza limiti! Lavorare per Canva è come esplorare un universo di persone e storie uniche. Dall'amico giardiniere che usa Canva per promuovere il suo servizio, a chef stellati come Massimo Bottura che crea menu mozzafiato con la nostra piattaforma. Ci sono aziende enormi che gestiscono la loro comunicazione e piccoli freelance che trovano ispirazione in ogni template.”
Pensiamo che tu abbia ragione Valentino, infatti parlando di numeri si è passati da 0 a 180 milioni di utenti in 10 anni, e in Italia ci stiamo espandendo a una velocità incredibile, con una crescita del 121% al mese dal novembre 2021. Ora siamo 4.000 persone globali, con 2.800.000 utenti italiani ogni giorno.
Ma la vera magia sta nei valori che guidano l’azienda: Canva è nata per risolvere problemi reali come la creazione di annuali scolastici accessibili a tutti. Questo si traduce nel dare il servizio gratuitamente a scuole, università e organizzazioni no-profit, permettendo a studenti, insegnanti e creativi di accedere alle funzioni PRO senza costi. Inoltre, Canva offre gratuitamente le funzioni PRO su temi di grande valore sociale, perché l’azienda crede che esprimere la propria creatività su argomenti importanti non possa essere a pagamento.
Questo non è solo un discorso, è il loro impegno tangibile. Bravo Valentino e brava Canva!
Proseguiamo poi con la seconda tavola rotonda composta da Karen Ricci e Andrea Grieco.
Karen è autrice, podcaster, divulgatrice e consulente di Diversity Inclusion. Ci racconta che tutto ha avuto inizio dieci anni fa, nel 2013 con l’apertura di una pagina Facebook intitolata "Cara, sei maschilista". Inizialmente si considerava una femminista, indipendente e determinata. Ma a un certo punto, si rende conto che lei stessa ha dei comportamenti e pensieri che favoriscono la cultura maschilista. Ovviamente non intende concetti del tipo "gli uomini sono superiori alle donne", ma di piccole cose, come sentirsi in competizione con una collega al lavoro o pensare che le "peggiori amiche" delle donne siano altre donne.
Inizia così a parlarne con amiche e persone vicine, ma non sempre trova comprensione. Così, decide di aprire la pagina Facebook con vignette che toccano questi argomenti. Qualcuno si è arrabbiato, altri non hanno compreso il senso della pagina, ma il tono provocatorio ha fatto sì che la pagina crescesse in modo organico.
Poi, passata su Instagram, capisce che serve approfondire la questione. Nel 2020 lancia il podcast in modo indipendente, arrivando a circa 250.000 ascolti e nel 2022, nasce il libro. I prossimi progetti includono un canale YouTube, perché crede che sia importante portare contenuto di valore dietro alla provocazione. Non vorrebbe che queste tematiche si riducano a un semplice contenuto sui social. È importante spiegare il perché di certe frasi maschiliste, capire le radici che portano tutti noi a dirle in modo automatico. È un impegno delicato, specialmente su piattaforme social dove la soglia dell’attenzione non è sempre elevata.
Giusto Karen, è fondamentale trasmettere queste tematiche in modo approfondito e sensato!
Lo scambio di battute prosegue con Andrea, divulgatore su clima e diritti umani e campaigner , un'organizzazione che si impegna nella formazione sulla sostenibilità e sui 17 obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.
Oltre al lavoro si definisce un divulgatore e un Ethical Influencer, soprattutto su Instagram, ruolo che si è cucito addosso per una necessità personale. Viaggiando spesso per lavoro, tutti gli chiedevano in quale parte del mondo si trovasse e cosa stesse facendo. Quindi inizia a coinvolgere attivamente le persone su tematiche che sono parte integrante della sua vita e del suo lavoro, come i diritti umani e la migrazione legata al cambiamento climatico.
La community cresce sempre di più, diventando sensibile ai temi dell'agenda 2030 e alla connessione tra violazione dei diritti umani e cambiamento climatico. La sua storia personale di migrante socio-economico, partendo dal sud Italia e finendo a lavorare in Spagna, lo rende particolarmente sensibile al tema della migrazione e dei diritti umani.
Il suo obiettivo principale è creare un movimento di persone consapevoli su questi temi e abbattere le barriere che impediscono di riconoscerli a livello nazionale e internazionale. Questo implica un lavoro di advocacy, lobbying e divulgazione. Il suo prossimo progetto è aprire un canale YouTube per approfondire ulteriormente questi argomenti, anche se gli eventi e l'interazione diretta con le persone, soprattutto nelle scuole, è ciò che lo stimola di più.
Insomma, c'è ancora molto da fare per promuovere una comprensione più profonda e inclusiva della migrazione e dei diritti umani legati al cambiamento climatico, ma Andrea è determinato a fare la sua parte.
Passiamo ora all’ultimo speaker: Luca Vergano.
Luca inizia la sua carriera nell'era pre-iPhone, lavorando in un'agenzia di comunicazione con un occhio attento all'usabilità delle piattaforme. Nel corso degli anni continua a concentrarsi sull'usabilità dei brand e la sostenibilità in ogni aspetto: sostenibilità climatica, lavorativa e di utilizzo.
Dopo aver viaggiato per tutto il mondo e si stabilizza negli Stati Uniti, dove recentemente ha fatto una mossa audace: ha lasciato il suo lavoro durante la cosiddetta "crisi di mezza età" e si è unito a un caro amico per fondare una società di Business Innovation nel quarto settore, lavorando con ONU e molte altre ong.
Ma non è tutto, ha anche una storia da raccontare nel mondo del Tech, con progetti di Service Design e pubblicità a tema sostenibilità: il progetto è stato un fondo di sviluppo per gli animali a rischio di estinzione. Un'idea rivoluzionaria che dimostra che la sostenibilità non è solo una questione di comunicazione al pubblico, ma una vera e propria azione tra aziende.
Insomma, un percorso davvero variegato e avvincente! Chi l'avrebbe mai detto che un lavoro in agenzia di comunicazione sarebbe diventato tutto questo?
Eccoci arrivati alla conclusione. Cosa ci portiamo a casa da questa serata?
Sicuramente abbiamo imparato che quando parliamo di sostenibilità non dobbiamo intendere solo quella ambientale. La tematica è molto più ampia e tocca diverse sfere, in primis quella sociale.
Ogni singola azione conta, anche se sembra piccola. Chiaramente non possiamo risolvere tutti i problemi del mondo da soli, ma le nostre azioni quotidiane possono essere parte della soluzione. Quindi iniziamo da piccole attività quotidiane, tutte guidate dalla consapevolezza di ciò che ci circonda. Immaginiamo di essere noi stessi a fare la differenza semplicemente con un piccolo cambiamento di prospettiva.
Se il nostro racconto sulla serata ti è piaciuto, allora non potrai mancare al prossimo appuntamento. Guarda qui, noi saremo già lì ad aspettarti: WIR#5
HUMAN CENTRICITY: L’ESSERE UMANO AL PRIMO POSTO. " />