FORSE LA TUA STELLA POLARE NON ESISTE MA ESISTE LA TUA COSTELLAZIONE.

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Che facciamo, cominciamo?

Ciao, eccoci dentro La Grande Newsletter.
7 appuntamenti in cui ho centrifugato ricerche, riflessioni, storie biografiche ed esercizi per capire chi possiamo ancora diventare, e affrontare domande generative quali:

Come prendere una buona decisione su ciò che conta?

Come non sentirti in svantaggio o in ritardo su tutto?

Chi potresti diventare DA GRANDE, a qualsiasi età?

Dopo 45 anni di avventure di vita, prima da musicista, poi da formatore, consulente e divulgatore ho conosciuto luoghi diversissimi e persone con storie rocambolesche che mi hanno ribaltato la prospettiva su ciò che ritenevo vero e giusto.

Un giorno mi è salita la voglia di mettere insieme tanti spunti raccolti nel tempo, e costruirci un percorso in formato newsletter. 7 episodi, a 7 giorni l’uno dall’altro. Tutto rigorosamente free.

Lo faccio perché mi piace, mi dà la carica all’anima, e ho capito che (almeno per me) provare a orientare le persone è una cosa meravigliosa. 

Nota: ho usato come tutti l’IA per aiutarmi su alcune ricerche, ma tutto, ripeto TUTTO ciò che leggerete sarà frutto delle mie dita su una tastiera. Non so voi, io inizio di avere la nausea di testi dal ritmo sincopato in cui… “Non è X. È Y.”

E ora bando alle ciance. Le stelle ci attendono.

 

Forse la tua stella polare non esiste. 

Ma esiste una tua costellazione.

 

C’è stato un periodo, da ragazzo, in cui ero sicuro del mio futuro: il musicista. A dirla tutta, la rockstar. Bramavo il successo. Non c’era spazio per altro: era quello il mio destino, la mia stella polare. E quando quel destino mi ha beffato, sono rimasto intrappolato. 
Tempo dopo, ho capito di essere stato vittima di ciò che gli psicologi chiamano preclusione dell’identità


Ho sofferto.


Avvicinandomi ai 30 anni ho scoperto il supermercato delle scelte di vita, e mi ci sono tuffato avidamente. Volevo diventare uno scrittore, ma anche uno speaker, e poi un imprenditore, un formatore, e pure un creativo pubblicitario, e… divoravo ciò che c’era da sapere, poi lo vomitavo attratto da qualcos’altro, in bulimia decisionale. 
Mi ero allontanato dalla mia stella polare, e saltavo da un astro all’altro, cercando di percorrere ogni via del firmamento della vita. Ero dentro fino al collo nel paradosso dell’iperscelta. 


Ho sofferto di nuovo.


Oggi noto che le stelle polari beffarde e i cieli invitanti e bulimici si ripetono inesorabili a un sacco di persone che ho conosciuto o che mi hanno scritto.
Non che prima non accadesse, ma oggi succede di più, più facilmente e a molte più persone. È uno zeitgeist, come direbbero i tedeschi, uno “spirito dei tempi”.
Potendo tornare indietro per dare un consiglio al Giulio di 20 anni fa, gli direi: "Non inseguire la tua stella polare, e non impazzire su tutto il firmamento. Prova a creare una costellazione."
Una costellazione è l’insieme dei periodi davvero significativi della tua vita. Che tendono a essere pochi, ma più di uno. La mia prima stella era quella del musicista. Poi ho raggiunto quella del formatore, e poi quella del divulgatore. Chissà se in futuro ne troverò un’altra.

Ma come si scelgono le stelle della propria costellazione? Come capire se è giunto il tempo di cambiare, o di aggiungere qualcosa alla nostra esistenza? E facendo un passo indietro, come capire se stiamo vivendo una preclusione di identità o una bulimia decisionale?
Procediamo con ordine, e con calma. Tanto questo è un longform, un contenuto abbastanza lungo.

 

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