PIRATI MODERNI: LE STORIE DI STARTUP E INNOVAZIONE A TORINO.

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Se conoscete già il nostro format Pirates From Zero 2 Kickass Startup sapete che il punto focale in questo caso viene messo sui “pirati moderni” gli startuppers tutti coloro i quali con intraprendenza e coraggio decidono di buttarsi in un progetto e fondare una realtà innovativa. Il secondo appuntamento del format si è svolto però a Torino in particolare nella terrazza di Open Incet che possiamo definire come “un luogo di pensiero per soluzioni innovative nel perseguimento del bene comune.” 

Anche in questo secondo appuntamento a moderare il panel troviamo Mattia Conte con cui abbiamo iniziato questo ciclo di eventi e con il quale condividiamo la voglia di far parlare gli startuppers e gli innovatori moderni per scoprire gli aspetti dietro le quinte del fare impresa dei giovani imprenditori. In questa serata l’idea è quella in particolare di colmare lo spazio che divide Torino e Milano, non solo in senso fisico, per trovare le sinergie possibili nel campo dell’innovazione. 

“Cosa significa davvero essere startupper in Italia? E cosa vi ha spinto a farlo?” queste sono le due domande che danno il via alla serata e che ci permettono di conoscere i nostri ospiti.

Partiamo subito con la testimonianza di Carlo Alberto Danna founder di Morsy che nasce come servizio di mensa in delivery ma che ha come particolarità di produrre internamente tutto ciò che poi viene consegnato. Da subito il business si struttura su un modello B2B tramite il quale le aziende iniziano ad offrire i loro servizi ai dipendenti. Con gli anni si è ampliata la gamma di servizi offerti e Morsy è diventata un partner unico per tutti i servizi legati al food e alle aziende. La storia di Carlo inizia però nel 2015 quando fonda la sua prima startup chiamata Fanceat che si occupava di delivery di kit da ristoranti stellati e gastronomici per ricreare il piatto a casa; purtroppo nonostante il grande hype il progetto si è rivelato poco fruttuoso anche dopo che sono entrati nell'acceleratore di Just Eat, per questo motivo hanno deciso per un cambio di direzione per il quale hanno iniziato a focalizzarsi sul pranzo e la pausa pranzo per sostituire la mensa ed entrare nella quotidianità lavorativa. Attualmente, dopo questi primi anni di ridirezionamento, Morsy si sta espandendo e sta raggiungendo i suoi obiettivi di crescita a pieni voti.

Arianna Ortelli è CEO e fondatrice di Novis Games, start up innovativa con impatto sociale che cerca di unire gaming e accessibilità nata dalla domanda fatta per caso “come fa una persona cieca a giocare ad un videogioco?” per arrivare ad oggi alla creazione di un software che integra l'accessibilità all’interno delle diverse console. Raccontandoci il percorso della sua startup, Arianna non ci nasconde che è stato sicuramente tortuoso e non privo rischi, “ci vuole anche una bella dose di follia”, aggiunge. Arianna ha iniziato da giovanissima e ci racconta “ho iniziato sbagliando cioè, creando i nostri videogiochi invece di pensare ad un modo per rendere accessibili quelli già famosi e in commercio”. Riguardando il suo percorso passato e cercando di dare degli spunti a chi è all’inizio, Arianna aggiunge “non farsi abbindolare dall’idea che ci sia un solo modo di fare impresa, ognuno deve trovare il suo, trovandosi nel posto giusto al momento giusto e circondandosi delle persone giuste”.

Sonia Elicio è la Chief and Growth Officer di Sestre azienda che si occupa della produzione di integratori nutraceutici per la fertilità femminile. La Storia di Sestre nasce del desiderio di colmare una mancanza nel settore farmaceutico che presentava delle verticali di problematiche non efficacemente coperte dai farmaci e dagli integratori. Il loro percorso parte dalla Puglia, terra di cui Sonia e la sua socia sono originarie per questo alla base dei loro integratori decidono di mettere elementi estratti direttamente dalla dieta mediterranea, made in Italy e provenienti dal sud Italia. Con l’arrivo del Covid hanno lanciato il loro e-commerce, mossa che ha permesso loro di identificare al meglio il target e di concentrarsi sulla fertilità femminile e benessere mestruale dando un vero e proprio cambio di direzione all’azienda. Parlando della loro esperienza e del loro lavoro nel quotidiano Sonia aggiunge “fare startup per noi non è tanto il modello di business ma è proprio l’approccio che utilizziamo nel creare azienda”.

Infine, Carlo Abrate ci parla della sua startup di cui è attualmente co-founder, Neh Experience nata dalla passione per il buon cibo assieme alla voglia di fare qualcosa di concreto e di innovare. Partendo da un blog che pubblicizzava esperienze enogastronomiche hanno riscontrato da una parte che tantissimi utenti richiedevano consigli a riguardo e dall’altra che le varie realtà come aziende e ristoranti volevano promuoversi in modo innovativo. Da qui l’idea di creare un marketplace online che unisca l’offerta alla domanda partendo dalla zona del Piemonte. Negli ultimi due anni il progetto ha subito una forte espansione e attualmente copre tredici regioni facendo così nascere e crescere alcuni side business come i servizi B2B alle realtà per la comunicazione e valorizzazione

Le storie di questi startupper sono sicuramente ad altissimo valore aggiunto e la narrativa non convenzionale tipica di questo format sottolinea l’autenticità dei percorsi non lineari che spesso caratterizzano queste realtà. Sicuramente, inoltre, un pilastro fondamentale di ogni startup è il team che la rende realtà, i “pirati” che decidono di rischiare e di provare a raggiungere l’obiettivo.

Valentina Gorlero
Valentina Gorlero

Contributor, Divergens

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